Conversion Rate Optimization: da dove inziare?

Pubblico il 28 Luglio 2016 in Web Analytics

Portare traffico al proprio sito web è un gioco da ragazzi! Basta infatti creare un paio di campagne pubblicitarie su Facebook o Google per iniziare a vedere i primi visitatori arrivare sul nostro sito.

Ma ed è qui che le cose si fanno un po’ più complicate: perchè il vero obbiettivo di qualsiasi campagna di marketing online è di convertire i visitatori in veri e propri clienti!

Conversion Rate Optimization?

Ed è per questo che esiste quella che io amo “arte” della Conversion Rate Optimization (ottimizzazione del tasso di conversione), che inizia quando l’utente vede una nostra pubblicità e si conclude con la conversione che può essere l’acquisto, la lead generation oppure il venire a conoscenza di un determinato prodotto o servizio.

Il primo Touch Point

usps

Il primo punto di contatto tra il potenziale cliente e l’azienda è uno degli elementi su cui lavorare se si vuole andare ad incrementare significativamente il tasso di conversione del proprio sito.

È qui che il cliente inizia a capire quali sono i prodotti offerti dall’azienda e se i vantaggi offerti sono interessare (Unique selling proposition).

L’errore che spesso si fa qui è quello di mentire al visitatore pur di convincerlo a cliccare e quindi a visitare il nostro sito. Questo pratica può certamente influenzare positivamente il CTR delle campagne, ma dall’altro lato fa calare esponenzialmente il Conversion Rate, visto che il cliente si sentirà preso in giro ed irritato nell’aver perso del tempo prezioso.

La Landing Page

Dopo aver cliccato sull’annuncio, il cliente arriverà nella cosiddetta landing page (pagina di atterraggio) dove potrà trovare ulteriori informazioni e capire se quello che si è detto in precedenza era vero.

In base agli obbiettivi della campagna le landing page possono variare in formato e contenuto. Ade esempio, in un e-commerce la pagina dove l’utente atterra può essere la homepage, una categoria del sito oppure la pagina del singolo prodotto.

Ed è qui che bisogna capire anche in che modo presentare le informazioni più rilevanti per gli utenti. Con canali come Facebook, Display, gli annunci della rete di ricerca, il far convertire l’utente può risultare più facile rispetto a canali come Google Shopping.

In quest’ultimo infatti, l’utente arriva sempre sulla pagina del singolo prodotto. Spesso questo non è un problema, visto che gli algoritmi di Google confrontano le informazioni che trovano sui siti con le query digitate dagli utenti.

Possono però capitare casi in cui la query è talmente generica (Es. scarpe Nike), che far atterrare l’utente su una pagina con un singolo prodotto, può far crollare il tasso di conversione.

Aboutyou-PDP

Sono interessanti però i meccanismi utilizzati da alcuni negozi online, come in questo caso aboutyou.de. In questo caso l’utente arriva sempre su una pagina-prodotto, che però è leggermente diversa dal solito.

Infatti possiamo notare sulla sinistra un menu a tendina, ed inoltre la sezione dedicata al prodotto non è altro che un popup, che se chiuso lascia spazio alla normale categoria Stivali.

Zalando-PDP

Altro metodo secondo me interessante è anche il metodo utilizzato da Zalando. In questo caso il design della pagina prodotto è stato rivisto e i suggerimenti di prodotti simili sono stati portati in una zona Above-the-fold e in questo caso anche in una zona dove molto spesso l’attenzione dell’utente si concentra.

Con questo sistema si può così puntare a migliorare il tasso di conversione di canali come Google Shopping anche per keyword piuttosto generiche.

Il passo finale

Meno sono i passaggi che l’utente deve compiere per arrivare alla conversione e più alto è il Conversion Rate.

Questo è dovuto al fatto che l’utente non ha tempo da perdere e soprattutto quando la customer journey avviene solamente su dispositivi mobile, solitamente utilizzati quando l’utente ha poca concentrazione e precisione nell’eseguire determinate azioni.

La cosa più importante è riuscire a mettersi nei panni del cliente per poter capire di cosa ha bisogno per poter convertire e quali elementi del nostro sito lo disturbano e lo rendono titubante.

È altrettanto interessante ed importante capire come si comportano i propri competitor e capire come si può essere migliori di loro.

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